
Una scimmia, unica superstite di un naufragio, approda sull’isola di Iffe, dove vive una comunità di uomini e donne isolati da secoli dal mondo. Subito, appare chiaro che mentre gli uomini sono tormentati dall’infelicità e dall’insoddisfazione, lei è un’entità completa, che non avrebbe bisogno di loro per sopravvivere. Sono gli uomini a interessarsi morbosamente a lei. In quanto diverso, il nuovo individuo arrivato dal mare appare come il perfetto ricettacolo di ogni aspettativa e sogno insoddisfatto.
Forse possiede conoscenze che agli isolani sono precluse, forse ha potere o ricchezze là da dove è venuto. In breve la scimmia diventa l’elemento più in vista nella comunità. Ma come può capirli, lei che è priva di linguaggio, questi uomini che si contendono la sua attenzione e avanzano incomprensibili pretese?
Vera la pazza, tenerissimo personaggio del libro che, unica, si avvicina ad accogliere la scimmia per quello che è davvero, un essere della Natura e non del mondo, è un altro individuo che vive fuori dalla comunità umana. Vilipesa perché incapace di adeguarsi a un ordine di cui non può capire l’esigenza. Vivendo senza una storia, senza un preciso ruolo sociale, senza un linguaggio chiaro e condiviso, Vera ha sfidato la comunità, e per questo ne è stata esiliata. Con uno sguardo più limpido di quello dei suoi concittadini è stata in grado di smascherare l’ipocrisia. Lei ha conosciuto i loro segreti nascosti dietro le facciate immacolate. Per questo la comunità si è vendicata, facendo di lei il canale di scolo dei propri vizi e il capro su cui riversare l’odio e la paura del diverso.
Il ruolo di vittima sacrificale, però ben presto passerà alla scimmia, con una violenza e un accanimento ancora più ciechi. Vera, per quanto mentalmente confusa, è umana, e ha sofferto della propria emarginazione. La scimmia invece, la Natura, non soffrirebbe affatto della perdita degli uomini. Per ottenere la sua sofferenza non basterebbe allontanarla, bisognerebbe colpirla, colpirla e colpirla ancora.
Un piccolo libro, scritto meravigliosamente, divertente in ogni pagina ma spietato perché spietati sanno essere gli esseri umani quando il diverso minaccia il loro piccolo e fragile mondo.
Valentina Petracchi

1 commenti:
certo pare una storia molto inquietante...
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