mercoledì 29 luglio 2009

ECCO A VOI IL DRUGO!



Il Drugo, sissignori è lui. l'infallibile Marianna Bonso dello staff di Meridiano Zero lo ha intervistato per voi. Allacciate le cinture e beccatevi questa intramuscolo eh eh.
Buona lettura.
Baci,
MS

Ennio Kitterlegnosky, classe 1980, ha lo sguardo di chi ha trascorso metà del suo tempo a resistere e la voce roca che tradisce un’assuefazione involontaria alla nicotina. Irriverente, blasfemo, solitario, coltiva vizi inconfessabili e virtù alienanti, dividendo i suoi spazi con una colonia di batteri, in un laboratorio svizzero. Esordisce ora con la raccolta di racconti Christmas Pulp, un’opera che sembra un rigurgito alcolico come le memorie deliranti degli homeless di professione, quelli che riescono a sorridere dei calci in culo del destino. Questo è Kitterlegnosky, un uomo che nonostante esperienze dure, ha scelto di trangugiare la vita, senza pause.

Come nasce Christmas pulp?
Per caso, in realtà, tra il 2006 ed il 2007, mi sono ritrovato, per amore, a vivere in Germania. Allora mi sentivo solo ed incompreso, ho iniziato quindi a scrivere, raccontando luoghi e personaggi che potessero distrarmi, farmi divertire, popolando le mie notti insonni e i miei luoghi oscuri.

Prima avevi scritto dell’altro?
Sì, ma nulla che ritenessi pubblicabile. Christmas pulp è arrivato dopo un paio di tentativi finiti nel cestino.

I tuoi personaggi nascono dall’osservazione della realtà o dalla pura fantasia?
Dall’una e dall’altra: per alcuni protagonisti mi sono ispirato alla realtà, che ho però scelto di stravolgere, mi sono concentrato sugli ultimi, gli emarginati mai sconfitti perché sento che mi somigliano. Tante volte mi sono sentito tagliato fuori durante l’esperienza in Germania, vivevo un po’ come un estraneo. Per altri personaggi invece ho preso spunto dalle storie sgangherate e alcoliche di Charles Bukowski e Pedro Juan Gutierrez.

Che tipo di atmosfere scegli per ambientare le tue storie?
Mi piacciono le lande desolate tra il Texas ed il Messico, ma alcuni racconti si svolgono nella piccola provincia italiana, ho vissuto sulle colline dell’ Umbria, a Roma; conosco le grandi città ed i luoghi sperduti, amo le miscele di opposti.

Quali sono i tuoi luoghi della scrittura?
Nella mia stanza, di notte, in totale silenzio o ascoltando musica strumentale. Il cantato mi disturba. Però mi è capitato anche di scrivere in un bar, tra voci e colori, buttando giù un intero racconto sul taccuino.

Scrivi di getto oppure prepari la struttura narrativa in ogni dettaglio?
A volte parto da una frase e la storia si scrive da sé, come nel racconto Nibelunghi, in altri casi il processo è più ragionato e meno immediato e richiede più tempo, più riflessione.

Ti sei ispirato a qualche film per i tuoi racconti?
Adoro Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, uso atmosfere che in qualche modo evocano quei film, quei luoghi, quei personaggi estremi, sopra le righe.

Ora stai scrivendo?
Sì, un romanzo. Da alcuni personaggi di Christmas pulp non riesco a staccarmi tanto che nella storia ripercorro alcune vicende, raccontando quanto è accaduto prima, descrivendo l’antefatto, ciò che nei racconti si intuisce appena nel romanzo è spiegato dettagliatamente.

Qualche consiglio per gli autori esordienti?
Insistere, scrivere, non mollare, ma soprattutto inviare i propri lavori in maniera mirata, alle case editrici giuste per quello stile, per quel ritmo.

Incursione nella tua vita privata… Prima in Germania, ora in Svizzera, perchè?
Per una donna, in entrambi i casi.

Marianna Bonso

3 commenti:

Viola ha detto...

wow.
bella intervista.
belle le risposte.
mi hai incuriosita: magari ti leggo e poi ti dico...

MATTEO STRUKUL ha detto...

ottimo, ottimo, restiamo in attesa

Anonimo ha detto...

Intervista curiosa... per chi come me si fosse perso l'evento "Centominuti" (un'amica vi ha partecipato e mi ha rivelato che l'autore è davvero spassoso anche se a tratti un po' introverso..) c'è qualche altra presentazione del libro in vista?

Carlo