mercoledì 17 dicembre 2008

...E VINCE FABRIZIO FULIO-BRAGONI

Eccolo qua il pezzo che vince il primo concorso Meridiano Zero per la miglior recensione. Dobbiamo dire con pieno merito per lucidità, competenza, cura nell'analisi. Complimenti a FABRIZIO FULIO-BRAGONI di cui vi invitiamo a leggere il materiale al seguente indirizzo http://nonsolonoir.blogspot.com/

Grande Fab!

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"Spari. Vetri rotti. Il parabrezza del Suburban sembrava un urlo in braille. Lou rialzò la testa. Impugnava una delle mie automatiche, mirò alto, svuotò un caricatore su una fila di asciugatrici. I poliziotti si sdraiarono a terra."

Orlando, Florida. Charlie "sarto" Swift, è uno degli uomini di punta della banda di Stan, anziano ma incontrastato boss locale. Quando il capo gli chiede di andare allo strip club "toppers" e recuperare, per conto del temibile gangster Beggar Johnson, in visita da Miami, una valigetta in pelle marchiata "AA", il killer affronta la faccenda come un qualunque lavoro di routine: arriva sul posto, si libera delle guardie armate, mette sotto torchio il gestore e, ottenuto ciò che vuole, lo uccide. Quando però, già pronto per tornarsene alla "gabbia delle scimmie", quartier generale della banda, scopre di aver ucciso quattro agenti del dipartimento di polizia, Charlie si rende conto di essere nei guai. D’accordo con Stan, apre allora la valigetta, e scopre di essere entrato in possesso di alcuni libri contabili pieni di dati relativi alle attività illegali di Johnson. Intanto, gli uomini della sua banda vengono sterminati, e il capo scompare. Fedele al vecchio boss, pronto a tutto per ritrovarlo ed impedire che la città di Orlando finisca in mano a qualche gangster venuto da fuori, Swift getta il necessario in una sacca da ginnastica e, tallonato da una serie di agenti FBI decisi a mettere le mani sui registri oltre che da Johnson e scagnozzi, si lancia in una fuga disperata…
Il modello stilistico di La gabbia delle scimmie è chiaramente Miami blues di Charles Willeford e, più in generale, tutto il ciclo delle avventure di Hoke Mosley, ma sono soprattutto le influenze cinematografiche, dall’action-thriller degli anni ’80, al nuovo gangster movie americano, a farsi sentire nel romanzo di Gischler.
L’intreccio è abbastanza ben strutturato e lineare da risultare credibile (resistenza fisica del protagonista a parte, ma questo, si sa, è uno dei tratti distintivi del genere action nel quale La gabbia delle scimmie rientra a pieno titolo), ma il ritmo della narrazione è tanto frenetico da non lasciare spazio alla benché minima domanda: così anche le conseguenze naturali di azioni necessarie stupiscono, spiazzano e sorprendono il lettore.
Lo stile di Gischler, frutto di un lungo, impagabile lavoro di artigianato (l’autore è stato per anni docente di scrittura creativa, e la confidenza, la sicurezza nell’uso delle parole che permeano ogni sua pagina sono degne di un vero veterano della letteratura), è un riuscito mix di moderno minimalismo all’americana e humour nero, escursioni nel macabro, nel grottesco (nel "pulp", per servirsi di una parola tanto inflazionata da suonare vuota e fastidiosa), dialoghi all’insegna della più classica spacconeria neo-noir e metafore, perfette e durissime, usate con senso del tempo e moderazione.

Fabrizio Fulio-Bragoni

venerdì 12 dicembre 2008

NEL SEGNO DI VICTOR GISCHLER



(VICTOR GISCHLER fotografato nella hall del Royal & Golf Hotel di Courmayeur
insieme a suo padre VICTOR GISCHLER Sr.)

Per quel che riguarda Meridiano Zero, il NOIRINFEST di Courmayeur si è svolto nel segno di Victor Gischler e i ringraziamenti a Marina Fabbri, Rosa Polacco, Daniela Basso, Stefania Albis - con cui abbiamo avuto la collaborazione più stretta - oltre a tutto lo staff del Festival, non saranno mai abbastanza. Victor Gischler ha conquistato proprio tutti - da SERGIO ALTIERI a ANDREA G. PINKETTS - con un libro come LA GABBIA DELLE SCIMMIE che, come ha detto bene il re dell'action thriller italiano, "è il film che avrebbe dovuto fare Quentin Tarantino se avesse lavorato con sceneggiature migliori". Insomma, più chiaro di così? Grazie SERGIO. Ma poi grazie a TUTTI I COLORI DEL GIALLO, a Luca Crovi e a Seba Pezzani, al MUCCHIO, a John Vignola, Luca Castelli e poi, naturalmente, a Paola Pioppi di LA PASSIONE PER IL DELITTO e SENZA UNA DESTINAZIONE http://senzaunadestinazione.blogspot.com/ e naturalmente Alessandra Buccheri di ANGOLO NERO http://angolonero.blogosfere.it/.
La presentazione del libro, curata da SERGIO ALTIERI, non avrebbe potuto essere più coinvolgente e il finale sulle note di I walk the line di Johnny Cash, quasi a riprendere una scena del romanzo in cui il brano dell'Uomo in nero fa da sottofondo, è stata un'idea semplicemente geniale.
Grazie a tutti quindi, vi lascio con due citazioni, e anticipo che nei prossimi giorni pubblicheremo la splendida recensione di Fabrizio Fulio Bragoni de La gabbia delle scimmie che vince il nostro concorso di novembre.

Un abbraccio,

il Vs. Aff.mo

Matteo Strukul

CITAZIONI

La gabbia delle scimmie è il film che avrebbe dovuto fare Quentin Tarantino se avesse lavorato con sceneggiature migliori. Un grande ritorno al genere gangster puro!
ALAN D. ALTIERI
Se dovessi descrivere La gabbia delle scimmie di Victor Gischler direi che è un incrocio fra lo stile di Richard Stark e quello di Joe R. Lansdale!
LUCA CROVI

martedì 2 dicembre 2008

ROMA E COURMAYEUR, GISCHLER E ALTIERI.


TACCUINO DI UN LETTORE SERIALE

Carissimi, eccomi qua, come sempre pronto a solleticare le vostre menti brillanti con piccole primizie dal mondo Meridiano Zero.
Oggi piazziamo un post composito che affronta diverse questioni e preannuncia i prossimi appuntamenti live della nostra gloriosa casa editrice.
Come certamente saprete, infatti, da venerdì 5 a lunedì 8 dicembre si “celebra” in quel di Roma la settima edizione della Fiera della piccola e media editoria. Meridiano Zero ci sarà ovviamente con uno stand d’assalto, carico di capolavori da scoprire e con tutti i nuovi titoli a dar battaglia. Su tutti, i noir di Victor Gischler e Carl Hiaasen e la nuova triade femminile della letteratura “bianca” di Meridiano Zero, affidata a scrittrici di talento come Carla Ammannati, Jessica Nelson e Mareike Kruegel. E poi i fermagli di diamante della nuova letteratura italiana: Luigi Carrino – “Acqua Storta” è a quota 15.000 copie – e le invenzioni pirotecniche di Claudio Morici e il suo “Actarus”. In plancia di comando, ovviamente, il nostro comandante – l’irriducibile Marco Vicentini – coadiuvato da un team di sgallettate al pepe, le redattrici di Meridiano Zero ovviamente: piccole e sapienti ninfe del manoscritto (meno male che ho piena autonomia su questo blog altrimenti mi fucilerebbero a sentire queste definizioni deliranti).
Ma Meridiano Zero si sdoppia. Perché il Vs. Aff.mo prenderà invece la via nevosa di Courmayeur dove il NoirInFest ha pensato bene, con lungimiranza e attenzione, di invitare il maestro della new wave del noir americano: il mai troppo osannato Victor Gischler che da Baton Rouge planerà ai piedi del Monte Bianco.
Onore e grazie infinite quindi all’equipe del “Courma” che ha creduto in uno scrittore pazzesco come Gischler.
L’autore de “La gabbia delle scimmie” presenterà il giorno 8 dicembre il proprio capolavoro introdotto nientepopodimeno che da Alan D. Altieri, probabilmente il più importante autore italiano di action – thriller, il quale, fra l’altro, di Gischler ha scritto cose bellissime.
Un dicembre ricco di appuntamenti quindi, che si aprirà fra l’altro, in uno dei prossimi post, con il nome - stampato a lettere d’oro - del vincitore del primo concorso Meridiano Zero per la miglior recensione.
A questo proposito, un pensiero va ai lettori. Grazie per le vostre recensioni, erano tutte molto belle, e potrete leggere, a breve, quella che ha vinto.
Comunque, ci saranno altre occasioni per aggiudicarsi il prossimo nero di Meridiano Zero.
L’ultima riflessione ha invece il sapore del ringraziamento: ad Alessandra Buccheri di Angolonero http://angolonero.blogosfere.it/ (un must per gli aficionados del noir), alla squadra di Thrillermagazine www.thrillermagazine.it, una gang di killer-letterati che conosce il genere de quo fin nei suoi più reconditi anfratti e a tutti coloro che ho dimenticato di nominare.
Grazie ancora

Baci

Il Vs. Aff.mo

Matteo Strukul